A passi lenti ma costanti…

A marzo in alcune giornate è forte la sensazione d’essere fuori dall’inverno: si sente il sole scaldare con piacere, si sente l’aria più profumata e lo sguardo si perde nel cielo nitido e luminoso.

Il senso di benessere è fortissimo e anche i nostri asini esprimono questo piacere manifestando il desiderio di maggiore vicinanza e di cura. Ti cercano per farsi spazzolare e si abbandonano alle nostre attenzioni e noi veniamo sommersi dall’armonia che cresce attorno.

È proprio in alcune di queste giornate che in Valtellina ha preso avvio il progetto “A passi lenti ma costanti”[1] promosso dall’associazione in partenariato con alcuni Enti[2] per la disabilità della provincia di Sondrio.

Ai primi di marzo sono state realizzate le due giornate con gli educatori dei servizi coinvolti che poi ci avrebbero accompagnato nel lavoro in recinto con i gruppi. L’obiettivo di queste due giornate è stato quello di far sperimentare le attività assistite con gli asini alle figure di riferimento delle persone disabili attraverso l’esperienza in prima persona.

Ci siamo trovati presso il Centro Polifunzionale di Teglio[3] dove abbiamo preparato il recinto con quattro dei nostri asini: Monica, Cipollina, Carotina e Pepé. All’arrivo degli educatori la prima cosa che abbiamo fatto è stato presentare proprio gli asini al gruppo e stemperare, nel fresco mattino, l’emozione di quel primo incontro. Poi, con un caffè in mano, abbiamo condiviso il programma di lavoro a partire dalla espressione individuale delle aspettative e dai timori delle attività con gli animali. È importante riconoscere le proprie emozioni ed i propri pre-concetti rispetto all’incontro con gli asini perché i primi elementi caratterizzanti questa attività sono proprio connessi alla parte emotiva di ciascuno e al riconoscimento del cambiamento che avverrà nelle prime fasi. Abbiamo quindi fatto il profilo dell’asino: chi è, come vive, come si comporta, di cosa ha bisogno, come si relaziona con l’uomo, cosa non gli piace, cosa gli da fastidio, cosa lo spaventa. A concludere questa parte abbiamo condiviso le regole del recinto, che chiamiamo la casa degli asinelli, alle quali ciascuno è chiamato al rispetto..

In tarda mattinata ci siamo riportati attorno al recinto e ogni persona è stata accompagnata ad un primo ingresso individuale. Ogni ingresso è una novità per la persona ma lo è anche per gli asini ed è importante che questo avvenga con i propri tempi. Ciascuno, secondo il proprio sentire, ha osservato lo spazio del recinto e gli animali, hai cominciato a familiarizzare con la vicinanza degli asini e ad essere oggetto della loro curiosità, a toccarli per la prima volta, ad annusarli. Abbiamo terminato la mattinata con un lavoro collettivo di coccole e spazzole e nel recinto eravamo davvero in tanti, dodici educatori, quattro asini e tre coadiutori, e la sensazione è stata che nessuno fosse di troppo o fuori posto.

Il pomeriggio ci siamo confrontati con il medico veterinario del Dipartimento di Prevenzione Veterinaria dell’ASL con cui, seduti in cerchi nel recinto, abbiamo approfondito alcuni elementi caratterizzanti l’asino. Ogni tanto siamo stati interrotti dagli animali che chiedevano attenzione arrivando a darci qualche pacata ma energica musata sulla schiena per richiamarci all’ordine,

La seconda giornata di lavoro si è sviluppata a partire da un lungo lavoro di coccole e spazzole per dare la possibilità agli educatori di misurare il proprio cambiamento relazionale nei confronti degli asini. Questo cambiamento è stato l’oggetto di una lunga condivisione su le personali sensazioni e considerazioni. A seguire abbiamo cominciato a preparare quello che sarebbe stato il primo incontro tra i gruppi di ragazzi dei servizi e gli animali. Dopo pranzo con l’accompagnamento del medico veterinario dell’ASL, siamo andati a fare una breve escursione per i campi in modo che fosse possibile sperimentare un ulteriore elemento della dimensione relazionale con l’animale. In passeggiata l’animale manifesta grande curiosità per ogni cosa che incontra, dall’erba lungo il sentiero ad altri animali delle fattorie vicino, e quindi la conduzione è frutto di un equilibrio tra il nostro proposito di andare e le espressioni naturali dell’animale.

Qualche settimana dopo hanno preso avvio gli incontri con i primi due gruppi. Il lunedì si lavora nel a Dubino nel parco della struttura: la mattina è dedicata al lavoro con due piccoli gruppi, prima del RSD e poi del CDD, il pomeriggio con quattro percorsi individuali di coterapia con persone dell’RSD. I gruppi della mattina sono caratterizzati da un insieme di persone che hanno una discreta autonomia rispetto alle capacità motorie e manuali e questo ci permette di condurre l’attività con l’intero gruppo in recinto impegnandoci in un gran lavoro di coccole e spazzole. Nel pomeriggio si lavora individualmente con persone che sono in carrozzina ed oltre agli impedimenti motori hanno anche delle difficoltà comunicative. L’attività con queste persone si sviluppa a partire dalla curiosità degli animali che ad ogni incontro si avvicinano alla carrozzina per poi restare immobili per la mezz’ora successiva. Il martedì lavoriamo tutto il tempo con un gruppo un po’ più numeroso di ragazzi del CDD di Sondrio. Il fatto di avere tanto tempo con le stesse persone, oltre che essere in gita al centro di Teglio, ci permette di sviluppare le attività con un ritmo ancora più tranquillo sfruttando la serenità del gruppo fuori dal proprio ordinario contesto. Possiamo alternare le attività con gli animali all’esplorazione dell’ambiente agricolo circostante: il campo di grano dove stanno germogliando le piantine, il recinto delle mucche highlander (quelle originarie della Scozia con il pelo lungo), il recinto degli alpaca, i box dei cavalli.

Siamo all’inizio di un percorso che si svilupperà con cadenza settimanale fino alla fine di giugno. Successivamente prenderanno le attività con i gruppi dei servizi di Tirano e di Cepina.

Riccardo Radaelli

[1] Il progetto è realizzato grazie ad un contributo della Fondazione Maganetti e ad un successivo con sostegno della Fondazione Provaltellina.

[2] Cooperativa La Sorgente (Cepina), Cooperativa San Michele (Tirano), Fondazione casa di Riposo Sondrio, Opera Don Guanella (Dubino).

[3] Il centro della Croce Rossa è attualmente affidato alla Cooperativa Attivamente.

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