i mestieri delle api

Tutti sappiamo che l’ape viene chiamata ape operaia, certo, ma occorre ricordare che non è un modo di dire, o soprattutto non si riferisce solo al momento della raccolta di polline e nettare

L’ape lavora da quando nasce a quando muore!

Ebbene si, già a poche ore dalla nascita l’ape ha già un lavoro: Ape spazzina, deve cioè pulire la propria celletta e le altre da residui di larve e cibo. È un lavoro che dura 3 giorni, poi arriva la promozione ad Ape nutrice, volta a occuparsi di nutrire le larve prima che le loro cellette vengano opercolate per trasformarsi in pupe. Al decimo giorno diventa un’ Ape ceraiola, un vero e proprio architetto: produrrà infatti la cera necessaria per costruire, modellare, aggiustare le celle dal favo. D’altronde queste ultime servono sempre perché non dobbiamo dimenticare che a parte le celle in cui immagazzinare le scorte alimentari, la regina depone fino a 2000 uova al giorno!

Dopo 6 giorni di architetto in carriera ecco che tocca al lavoro da Magazziniera, ovvero quello di riporre bene e in ordine le scorte di polline e miele appunto nelle celle costruite in precedenza. Ogni cosa in alveare deve essere al suo posto e a portata di mano!

Al ventesimo giorno di vita l’ape può finalmente cominciare la sua attività fuori dall’alveare, anche se all’inizio deve stare sul predellino di volo dell’arnia di guardia, per assicurarsi che nessun malintenzionato si intrufoli all’interno per rubare le scorte. Diviene infatti un Ape guardiana! Un lavoro breve ma intenso, infatti a 21 giorni raggiunta l’età adulta può prendere il volo per diventare Esploratrice e Bottinatrice. Ricercare i fiori carichi di polline e nettare e comunicarlo alle altre sorelle è infatti importante per non sprecare energie e permettere alle altre api bottinatrici di raggiungere il campo indicato. Questo passaggio di informazioni avviene attraverso una danza figurata che l’ape fa tornando sui favi. Aspetta di essere osservata dalle altre e si muove con passo regolare sul favo scodinzolando, ovvero muovendo l’addome. Più è ricca la fonte e più è vivace la danza. Compie una forma geometrica precisa ed è affascinante sapere che in base alla direzione del corpo rispetto al sole e alla velocità dei movimenti che compie, le api capiscono perfettamente dove si trovano i fiori! Una volta “bottinati “ i fiori ecco che nell’alveare il nettare raccolto viene passato di bocca in bocca tra le api, asciugato dall’acqua, mischiato a degli enzimi che loro producono e solo allora diverrà quella sostanza vischiosa che noi chiamiamo Miele! Ricordate, i fiori hanno polline e nettare ma non miele! Quello lo fanno le api e nessun altro! Dopo 40, 42 giorni di vita l’ape muore, ma il ciclo di scambio di “lavori” e mansioni nell’arnia è continuo e in continua trasformazione ed è indispensabile per la vita dell’intero alveare!

Parini Alessandra

Torna all’archivio